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Il 5G…bene ma non benissimo

Il 5G…bene ma non benissimo

Stiamo sentendo parecchi discorsi sull’argomento 5G, ma realmente che cos’è?

Il 5G è un nuovo sistema di comunicazione che permetterà di connetterci alla rete a velocità di decine di volte superiori a quelle attuali, tramite i nostri dispositivi.

Per attuare questo sistema che cambierà ancora una volta le nostre abitudini, facendoci navigare in mobilità a velocità impensabili fino a qualche anno fa è ovviamente necessario implementare le infrastrutture.
Questo vuol dire antenne più potenti ma anche installazioni più invasive, infatti per garantire coperture e velocità sarà necessario installare molte antenne in pochi metri quadrati.

In alcune città italiane sono partiti i primi test sulla nuova rete che in realtà hanno un po’ deluso perché la velocità misurata non è quella che ci si aspettava.
Ma tutto un ciò ha senso: in Italia ci sono regole molto ferree sull’inquinamento magnetico.
In una determinata zona l’intensità di segnale non può superare un quantitativo prestabilito.
Quindi, per ora sembrano molto infondate le voci dei possibili danni da 5G alla salute.
Dovete sapere che ogni volta che si installa un ripetitore questo deve avere l’ok dell’ARPA che accerta che il numero di radiazioni non superi il massimo consentito dalla legge.

La prima vera svolta potrebbe esserci attorno al 2023, quando si dismetterà il 3G; così facendo si potranno smontare parecchie antenne sostituendole con quelle del 5G.

Contiamo in fine il fatto che comunque navigando in 4G allo stato attuale raggiungiamo velocità davvero considerevoli e forse per ora la corsa al 5G può essere rimandata con calma, ritenendoci fortunati del fatto che viviamo in un paese dove le regole sulle emissioni elettromagnetiche ci proteggono da eventuali danni che potrebbero generare.

Alla fine è sempre una questione di soldi e business: probabilmente se aziende molto potenti chiederanno di innalzare la soglia minima di radiazioni cercando di cambiare le leggi attuali, probabilmente potrebbero farcela.
Per ora ci ha provato Wind, ma (per fortuna forse) è andata male.

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roberto.testini

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